E di “queste quattro lesbiche” in FIFA 16 di EA sports ne vogliamo parlare?

FIFA16_morgan2

EA Sports annuncia che in FIFA 16 ci sarà anche il calcio femminile. Quello discriminato da Belloli, Presidente della LND, che ha definito le calciatrici “quattro lesbiche.” In Italia c’è ancora molto lavoro da fare, sia culturale sia economico.

Le “quattro lesbiche” del titolo sono un estratto di un’infelice e fragorosa dichiarazione di un vecchio scaldapoltrona, al secolo Belloli, Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ruolo opinabile affidatogli per la successione di Tavecchio, un altro scaldapoltrona che ce l’ha con i “mangiabanane” appena arrivato alla presidenza della FIGC; ruolo che, al politicaccio Belloli, permette di trattare i finanziamenti del calcio femminile che, dopo questa uscita, si ritrova più in ginocchio che in piedi con un tackle da tergo a forbice da rosso diretto e che certo non navigava in buone acque nemmeno prima.
Non solo per una mera questione finanziaria, ma soprattutto per un’immagine macchiata deliberatamente e una considerazione che, alla luce dei fatti, si scopre non esserci e, peggio, si evince che del calcio femminile non poi molto importa a nessuno, nemmeno a quegli organi che dovrebbero difenderlo e incentivarlo, elevandolo a realtà consolidata e interessante.
E, visto che si tratta sempre di soldi, investirci per il fascino che in tutto il mondo meno che in italia esercita sulle nuove generazioni di ragazze.

Dopo anni di richieste cadute nel vuoto, EA Sports annuncia che nel nuovo FIFA 16 ci sarà anche il calcio femminile. Verrebbe da pensare che ogni cosa accada a raggiungimento di una maturità tale per cui finalmente quella tal cosa accade davvero: frase articolata che deriva da un semplice ragionamento.
Da quando Brandi Chastain si inginocchiò sul dischetto del calcio di rigore in reggiseno sportivo nel 1999, il calcio negli Stati Uniti ha influenzato tantissime ragazzine che hanno iniziato a giocare a pallone. Così come Hidetoshi Nakata, giapponese del Perugia prima e della Roma dello scudetto del 2000, ha ripetuto in più occasioni che la sua passione per il calcio nacque dagli spokon dei fumetti giapponesi (“Holly & Benji” su tutti) fino a intraprenderne una carriera, allo stesso modo negli States l’immagine della Chastain fu radicale.
Non è un caso che il movimento calcistico femminile statunitense sia cresciuto continuamente, ottenendo risultati rilevanti. Seppur zoppicando negli introiti combattendo battaglie per una parità di stipendi tra uomini e donne nel calcio, se c’è un aspetto degli americani che funziona benissimo è investire quando c’è la prospettiva di un successo commerciale.
E se EA Sports ha preso una decisione come quella di investire nel calcio femminile, vuol dire che si è arrivati a un momento storico nel quale finalmente il calcio femminile ha non solo visibilità ma anche un giro di soldi, magari non tanti, ma che inizia a muoversi.
L’Italia resta momentaneamente al palo, anche se negli anni andrà spezzata una lancia molto, molto esigua per il politicaccio Tavecchio (la cui fine verrà sempre ricordata per il totale fallimento dell’Italia maschile di Ventura e la mancata partecipazione al Mondiale di Russia 2018) che chiederà alle squadre maschili di avere un corrispettivo femminile.
Inizierà la Fiorentina nel 2015/16 e poi arriveranno Juventus nella stagione 2017/18 e anche il Milan nel 2018/19, oltre a quelle che già esistevano o i cui titoli sportivi vengono rilevati come appunto il Milan che ingloba il grandioso Brescia femminile.
Il trailer in questione è questo qui sotto e io lo reputo semplicemente rivoluzionario: è una sensazione soggettiva, è una gioia labile e piena di speranza, atta a fare in modo che i pregiudizi da sempre vissuti possano venire meno, non penso saranno mai cancellati, ma la rivoluzione culturale è partita da lontano e questo trailer, questo gioco, servono a ribadire che il calcio femminile non lo giocano solo quattro lesbiche, ma atlete. Atlete che possono diventare testimonial, modelli per le ragazzine, calciatrici di cui scrivere un giorno e raccontarne le giocate.

La musica lascia il tempo che trova, è vero, ma ci sta bene in quel crescendo di toni che emoziona.
Questo spot è costruito talmente bene che non può non piacere; ci sono tutti gli elementi di curiosità ed efficacia psicologica degni delle migliori sceneggiature: lo stadio da lontano (o presumibilmente quell’immagine indelebile che ti si fissa nella mente quando arrivi con l’auto allo stadio e dal finestrino lo vedi scorrere avvicinandoti con quell’aspettativa che solo chi ama il calcio o chi ci ha giocato può capire), una scarpa che viene allacciata, una collana appoggiata (fotogramma superlativo che scatena tanti di quei segnali da gestalt che ciao), guanti del portiere che vengono stretti, la tensione pre gara in una mano dalle unghie smaltate che si chiude a pugno (altro fotogramma che ciao), silhouette di ragazze fino a che, nel crescendo della musica, ti dicono tipo non vogliamo stare a guardare ma vogliamo giocare. E poi loro vengono inquadrate e, con loro, intendo alcune tra le migliori giocatrici internazionali che non credo di aver mai visto in quarant’anni. Ce ne sono talmente tante e talmente tante ne mancano, che farne un elenco in entrambi i casi si fa fatica. Ma proviamoci.

La prima che ti dice imperativamente I’m in the game è l’americana Abby Wambach, icona del calcio degli Stati Uniti dopo Mia Hamm. Quando appare il faccione di Wambach che diventa videogioco subito dopo, ho un moto di gioia e giubilo che francamente non avevo mai provato per un videogioco innanzitutto, ma soprattutto per questa rivoluzione a cui sto assistendo.

FIFA16-wambach2

Prima di Wambach però un paio di inquadrature in una mezza rovesciata se le aggiudica Sidney Leroux, treccia caratteristica (o coda di cavallo in questa immagine) che ti fa vedere che la bellezza del gesto di calciare un pallone non è solo prerogativa di un uomo.

FIFA16_leroux2

E poi eccola nella sua versione trecciosa da videogioco identica all’originale reale.

FIFA16_leroux

Poi EA Sports non può non includerci qualcuna delle francesi, nazionale che se non vince quest’anno in Canada 2015 per il Mondiale femminile non so quando potrà vincere (ha già ciccato l’Algarve Cup in marzo proprio contro gli Stati Uniti) considerata la squadra fenomenale che si ritrova. Sempre con lo stesso gioco, in francese, Marie-Laure Delie del PSG e Amandine Henry dell’ Olympique Lione, sebbene prima ci sia una Kheira Hamraoui non videogioco che alza le braccia al cielo sorridente e sebbene non si capisca perché non ci sia tipo Louisa Necib che in patria viene definita la Zidane femminile (e fa davvero delle robe che quando la guardi giocare sbianchi) come volto principale. In un’esultanza, nel videogioco, si intravede il capitano mio capitano della Francia, Wendie Renard con la sua pettinatura degli ultimi due anni ossia le treccine per contenere la criniera da leone che comunque la distingueva anche prima mentre abbraccia una compagna festeggiando un gol.

FIFA16_delie

FIFA16_houghton

Lei qui sopra invece è il capitano dell’Inghilterra Stephanie Houghton.

FIFA16_sinclair

Christine Sinclair è capitano, stella e volto della nazionale del Canada, nazione ospite dei mondiali di questo giugno che la vedrà esordire, lei e le sue compagne, il prossimo 6 giugno contro la Cina alle 16 locali nella partita inaugurale. Il 12 è il suo numero e nel trailer del videogioco le viene anche dedicata la sequenza di un suo calcio di punizione.

FIFA16_lotte

Non può mancare nemmeno la Svezia nel volto e nella fascetta bianca nei capelli della Kosovare Kosse Asllani, giocatrice del PSG femminile, paragonata in patria a Ibrahimovic sia per le qualità tecniche che per le origini balcaniche. Nel trailer appare anche Nilla Fischer, giocatrice del Wolfsburg. Va ricordato che in Svezia, per dare più visibilità al calcio femminile, la Federazione gialloblu ha firmato un accordo con Coca – Cola per la campagna Football Forevher che si è impegnata nella realizzazione di quattro statue itineranti, tra le cui sculture ci sono proprio Fisher e Asllani insieme a Hedvig Lindahl e Caroline Seger. Certo, c’è dietro la Coca – Cola ma è comunque qualcosa se iniziano a muoversi introiti e investimenti.

FIFA16_kessler

C’è anche Nadine Kessler, numero 13 del Wolfsburg e della Germania, vincitrice di due Champions League con la squadra della Volkswagen e pallone d’oro femminile premiata da Michel Platini, in una serata nella quale lei era emozionantissima e bellissima. Accanto a lei, a sinistra, un centravanti implacabile come Célia Šašić che lascerà a 27 anni per studiare e, a destra, Dzsenifer Marozsán, altro centrocampista talento tedesco.

FIFA16_morgan2

Quando, in ultimo, appare lei, Alex Morgan, è impossibile non capire su chi la Ea Sports affidi la copertina del gioco come testimonial d’eccellenza. In America, Morgan, è praticamente una super star: è testimonial Nike e le pubblicità nelle quali è protagonista sono innumerevoli; l’esclusiva delle foto del suo matrimonio hanno avuto un’attenzione mediatica notevolissima, trucco e i capelli perfetti, manicure compresa, in qualunque momento della partita. La sua immagine è di fatto il miglior modo di rispondere ai politicacci italiani al loro cattivo gusto nelle dichiarazioni. La sua immagine e non va mai dimenticato il suo essere atleta e calciatrice di altissimo livello sono ciò che anche il calcio italiano può aspirare a diventare, la risposta migliore a quei signoracci di cui sopra.

A guardare gli spot americani sulla nazionale di calcio femminile, Alex Morgan appare in ogni salsa. La prima volta che ho visto la presentazione di una partita degli Stati Uniti ero felicemente incredula, pensando che prima o poi sarebbe capitato anche in Italia, o almeno sperandolo: negli studi Fox dietro al solito banco e tazze nere con il logo Fox, ex giocatrici e giocatori (tra cui per la finale dell’Algarve Cup 2015 persino Alexi Lalas senza più capelli lunghi e privo di barba) chiacchieravano sul tema con il conto alla rovescia per il fischio d’inizio come nemmeno Caressa e gli altri su Sky per il calcio maschile italiano e poi a ogni pubblicità mandavano lo spot realizzato in occasione dell’Algarve Cup, perché a ogni manifestazione delle ragazze la macchina da soldi americana le prende di nuovo tutte (o almeno le solite Wambach e Morgan) e le schiaffa davanti alla telecamera per un nuovo spot, come quello qui sotto, e solo per presentare la partita della nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti (a 00,37 il primo e poi lo ripropongono ai 15,22).

https://www.youtube.com/watch?v=qzti9uIYWmI&index=1&list=PLa_qAuxfywwthrT80lyM4viznWHscd1o4 (video rimosso)

Non contenti, gli americani ci scherzano anche sopra sul fatto che la nazionale femminile è più forte di quella maschile, o almeno costruiscono questo spot sulle ceneri della sconfitta contro il Belgio a Brasile 2014 degli Stati uniti maschili che peraltro hanno giocato un Mondiale al di là di ogni più rosea aspettativa. Lo costruiscono proprio bene, talmente americano tra valori e immagini di sconfitta e rinascita degna della migliore epica Hollywood, come in quest’altro video, nel quale non è finita sembra più una minaccia o una speranza a seconda dei punti di vista ma che, a prescindere, inconfutabilmente, il volto della nuova avventura di chi potrà mai essere se non quello del trucco anti sudore di Alex Morgan tanto per cambiare? Persino nel fermo immagine sulla freccia del play appare lei in corsa perentoria verso il centro del campo, o verso di noi, il che va bene uguale.

Vogliamo allora parlare anche di quest’altro spot di presentazione? Sempre sull’epica andante, e indovinate chi è al centro dell’immagine finale che ci guarda concentrata? Non ve lo dico nemmeno più.

Facciamo basta? Uno solo ancora, dai, giusto per ribadire il concetto, sul fenomeno calcio femminile degli States; poi questo è breve e dovete indovinare chi ha tre inquadrature su quattro nei primi dieci secondi di spot.

A questo punto immagino che sarete anche voi super mega sfegatati fan di Morgan, perché adesso che inizia il mondiale in Canada non sarà possibile vivere senza almeno dieci sue inquadrature a ogni partita, anche se non giocano gli Stati Uniti.
Mondiale che si apre alle 00,00 nostrane con la partita inaugurale Canada – Cina.
L’Italia purtroppo ha fallito il pass, in un doppio impegno con l’Olanda chiusosi in una Verona piovosa e con poca affluenza in un Bentegodi grigio e ancora più triste nelle teste basse delle ragazze, che hanno corso con tanto, tanto cuore, come Gabbiadini e Girelli, mentre Panico aspettava palloni in avanti arrivati a fatica, ma le cui evidenti carenze di livello sono state notevoli. Le ragazze olandesi non hanno particolarmente brillato, forse sono state più cattive sotto porta e nello sfruttare le occasioni, ma il processo intrapreso dalla Federazione Oranje per il calcio femminile in campo e, in questo risultato, inizia a dare i suoi frutti.
Forse, un giorno, io che guardo e a modo mio, nel mio piccolissimo, sostengo il calcio femminile (commentandolo, scrivendone, andando quando è possibile a vederlo di persona), racconterò di imprese azzurre, spero.
Nell’attesa però lascio Belloli e il suo pregiudizio con questa foto di Alex Morgan. Avercene, eh Belloli?

Swimsuit 2014: Guana Island Alex Morgan Guana Island/Guana Island, British Virgin Islands, USA 11/17/2013 X157207 TK1 Credit: Adam Franzino SELECT

(le foto sono tratte da internet e da youtube e dal video ufficiale di FIFA16 di EA Sports)

Say Something

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.