“Il Giorno Più Bello” e la Liguria

A Chiavari.

I pastifici con la coda di gente fuori, sotto i portici, con il numerino, in attesa del turno per poter ordinare trofie e pansotti. O al mercato, la frutta, le verdure, il pesto.
E poi le torrefazioni, le drogherie, i bar e pasticcerie, e da romagnola, Chiavari sembra una Riccione dei bei tempi.
E ancora, le palazzine disegnate, l’arte della decorazione muraria, mentre una bandiera della Sampdoria sventola un po’ più in là – ‘che, dicono, da questa parte della Liguria tifano Samp -.
Le colonne dei carrugi, molte nere – ardesia, che in zona, e anche nella vicina Lavagna prolifera – e molte diverse l’una dall’altra erano simbolo e segno di antica potenza ed emblema del possesso, della ricchezza e della proprietà, e ogni famiglia aveva la sua colonna, così come a Cesenatico ogni barca di pescatori aveva la sua vela per riconoscerle dalla riva.
“Il Giorno Più Bello” passeggia tra un carruggio e l’altro, tra le bellezze liguri, tra le focacce al formaggio e non, in questa Pasqua “belina”.

A Chiavari ancora.

Il Mary Jo è un locale sul lungomare di Chiavari. Per intenderci, venendo dalla rotonda con la statua di Colombo e oltre lo store della Virtus Entella, per poi camminare ancora un po’ oltre il nuovo pontile verso la “nuova” colonia Fara. Si attraversa la strada e c’è questo locale, il Mary Jo, ricavato dalle vecchie rimesse delle barche dei pescatori. Le vecchie rimesse sono come il Canevone a Rimini, più basse, e in materiali diversi, come ardesia e quarzo e non solo i classici mattoni rossi. Inutile aggiungere che la #birra è molto, molto buona.
“Il Giorno Più Bello” ne approfitta e si gode il mare e il sole della Liguria, in quella Chiavari che vede l’Entella in serie B e che, se fosse, andrebbe a vedere lunedì contro la Ternana, ma sa già che sarà difficile.

A Camogli.

A Camogli ha piovuto verso le 20.
A Chiavari solo in mattinata.
In altre cittadine sparse nell’arco della giornata. Si potevano mappare le varie nuvole che hanno bagnato prima l’una e poi l’altra.
Alle 23,16 – abbiamo guardato l’ora perché ci riusciva difficile credere che ci si potesse dare il giro – una signora anziana viene fatta accomodare al tavolo dietro il nostro. Il gestore de “Il Pirata” ci dice passando tra i tavoli che la signora “ha 90 anni e beve il Caroni!”: poi va verso il banco a prepararglielo.
Per chi non lo sapesse, il Caroni è un rum agricolo abbastanza pregiato, da Trinidad mi pare, ma importa poco; quel che importa è che io me lo ricordo principalmente per le elevate gradazioni.
Quindi, la signora beveva Caroni e “Il Giorno Più Bello” si faceva una semplice birra artigianale. Vicino a un faro. Il perché del faro è un altro elemento presente nel fumetto: non di primaria importanza certo, ma c’è. Non è di Genova, è della Puglia, ma c’è.
A differenza della svariata scelta di rum e distillati che il locale, consigliatissimo, offriva – ‘che nel fumetto ci limitiamo a cagnina e birra -.
Ecco.

A Busalla.

Mi ricordo qualche Pasquetta in ville di campagna – seconde o prime case poco inporta -, o a casa di amici lontani e persi nel tempo – reale e parallelo -, o in luoghi bucolici come il lago di Soanne. Qualche ricordo c’è: ne parlavamo anche a tavola, la pasquetta tipo nei prati tra grigliate e pic nic è universale.
Non la facevo da anni una pasquetta così; di solito o lavoravo o andavo con le amiche in spiaggia di Rimini, per le finali del Paganello, il mondiale di ultimate freesbe.
E sicuramente non le avevo mai trascorse a Busalla, ai piedi delle Alpi marittime, a una trentina di chilometri da Genova.
Da alcuni punti della vallata, seguendo il profilo dei monti, si possono vedere le Rocche del Reopasso che vengono anche chiamate la Sedia del Diavolo. Gli anziani del luogo raccontano naturalmente delle leggende intorno alle pareti rocciose che assumono quella strana forma.
Ma tant’è. Si è bevuto e mangiato molto bene, in compagnia di splendida gente e anche un torneo di biliardino nel quale mi sono giocata la finale, da ripescata, perdendola per un gol.
“Il Giorno Più Bello” si è divertito molto, il fumetto che gira e gira passando anche dalla Liguria.

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