“Il Giorno Più Bello” e la Liguria

A Chiavari.

I pastifici con la coda di gente fuori, sotto i portici, con il numerino, in attesa del turno per poter ordinare trofie e pansotti. O al mercato, la frutta, le verdure, il pesto.
E poi le torrefazioni, le drogherie, i bar e pasticcerie, e da romagnola, Chiavari sembra una Riccione dei bei tempi.
E ancora, le palazzine disegnate, l’arte della decorazione muraria, mentre una bandiera della Sampdoria sventola un po’ più in là – ‘che, dicono, da questa parte della Liguria tifano Samp -. Continue reading

ballardini forever

ho sempre amato le piccole realtà sportive che con passione e impegno sono diventate grandi.
grandi in quel contesto di conoscenza che si può arrivare a conoscere.
esistono così tante bellezze che ci regala lo sport e conoscerle tutte è impossibile, ma nei limiti quando addirittura le si può vivere, be’, l’emozione che fanno provare è persino commuovente.
è una serata di inizio maggio, non caldissima, e qualche prima lucciola si affaccia timidamente tra i cespugli e lungo la campagna marchigiana.
le prime volte che venivo qui, nella casa dove ora ho lo studio e la mia nuova vita, ne vedevo in continuazione e, pensavo, che meraviglia… io le lucciole non le vedevo più da quando, piccolina, andavo a mangiare la piada al chiosco a covignano di rimini, dall’ilde. le lucciole continuano ad avere un sapore d’infanzia.
e a meno che non si tratti di calcio, la memoria sportiva è piuttosto breve, tranne quando vengono a mancare campioni che hanno in un qualche modo condizionato la visione che da adulti si ha dello sport. Continue reading

ardesia, pietra di lavagna

Mabino+Ilino_50

fin da piccolini, entrando nelle aule scolastiche, guardavamo quel quadro nero come scenografia di una futura interrogazione dovendo scriverci sopra equazioni o declinazioni, avendo poco prima assistito alla cancellazione di disegni di arte moderna da parte dell’insegnante dopo il suono della campanella.
osservavamo le nostre linee sperando che quei nostri capolavori fossero in un qualche modo memorizzati nei cassetti della nostra memoria, per non dimenticare.
osservavamo i nostri scarabocchi sperando magicamente che ci fosse una memoria, qualunque essa fosse, la nostra, quella della lavagna stessa, quella della maestra, che durasse nel tempo. Continue reading