Marino Neri, l’Emilia sotto il Cosmo

Le mani sono affusolate.
Il profilo sembra severo, ma nelle fotografie sembra al contrario che ci sia un mezzo sorriso abbozzato. Quella sottile curvatura delle labbra che forse fa pensare che sia un uomo consapevole della sua bravura, appurata, riconosciuta: non arrogante, si capisce, consapevole, sì, senza tanti giri di parole. Consapevole.
Ma quel profilo, in silenzio, nello studio, chiuso – vulcanico – nel proprio mondo di piani temporali e creativi, è severo davvero, quando guarda le matite, quando guarda come la storia sta venendo su carta, quando, sicuro, il pennello, la prima pennellata passa sulla matita, e poi quell’attimo, quella sospensione, gli occhi che vanno oltre quel segno, giudicano, giudicano se stesso.
Il fisico è uno di quelli dai nervi tesi, asciutti, ma compatti.
E la postura è di quelle belle, eleganti.
Ha un fascino particolare Marino Neri. E il fatto che come lavoro disegni fumetti e illustri lo aumenta smisuratamente. Continue reading

Ferdinando Tacconi, l’aristocratico

Ricordare Ferdinando Tacconi è un po’ come quando, da adulta, torni a casa dei nonni e riassapori odori e colori che sono impregnati nell’arredamento, dalle maniglie delle porte di una volta, quelle in ferro, alle mattonelle dai disegni gestaltici dei pavimenti, ai divani tappezzati in tessuto che danno sempre la sensazione di polvere, tanta polvere – come la moquette nelle abitazioni di fine anni ’70 -, ai libri rilegati dalle coste grosse e dalle pagine ingiallite. Continue reading

un interesse e una curiosità sempre presenti, un amore sopito, duraturo, e poi finalmente esploso per “julia” della bonelli

Lentamente.
Molto lentamente.
Come un risveglio, quando ci si alza dal letto intorpiditi, agognando un bel caffè. Che non basterà, e allora via con una seconda moka. Poi, sì, forse i pensieri iniziano ad avere un filo logico; la nebbia del sonno si dirada e riaffiora il programma del giorno, una consegna da terminare, quella scena del libro nuovo da risolvere, una bozza del prossimo post sul blog in quell’oretta ritagliata prima di cena.
Lentamente.
La prima sigaretta, alla finestra dello studio, unico luogo adibito a questo vizio. Continue reading

immagina una mattina di sole a nizza: due serie a fumetti che comprerei

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Immagina che.
Immagina una mattina di sole, a Nizza.
Ti svegli, un occhio mezzo aperto e quell’abbraccio caldo del torpore da letto ancora sul corpo, apri la finestra e l’aria fresca e mediterranea di Nizza che soffia piano dentro la camera, sulle lenzuola sfatte e sul tuo pigiama stropicciato addosso.
Caffè obbligatorio con la moka che ti sei portato dall’Italia (perché la mamma ti prepara sempre le cose fondamentali da portarti oltre quando torni nella casa dove sei cresciuta), la scorsa ai siti che ti fanno svegliare lentamente, il secondo caffè, la sigaretta, una scorsa all’oroscopo della Gazza, fino a che l’acqua e il sapone lavano le belle impurità notturne, tocca svegliarsi perché c’è un bel sole e inizia ufficialmente la giornata, c’è questa aria frizzante delle giornate di inizio autunno quando il sole è ancora caldo e non è ancora freddo. Continue reading

piero dall’agnol e il suo impeccabile stile

Dylan & Groucho - Piero Dall'Agnol

una parola abusata – e il cui significato è stato più volte stravolto abbinandolo a qualunque stato che sia di stampo religioso o calcistico -, è fede.
le prime righe cliccando wikipedia la descrivono così: la fede è definibile come l’adesione a un messaggio o un annuncio fondata sull’accettazione di una realtà invisibile, la quale non risulta cioè immediatamente evidente, e viene quindi accolta come vera nonostante l’oscurità che l’avvolge. la fede consiste pertanto nel «ritenere possibile» quel che ancora non si è sperimentato o non si conosce personalmente.
ho amato il disegno di piero dall’agnol fin dal primo albo di dylan dog che gli venne commissionato e continuo ad amarlo oggi come allora. perché ritengo possibile che possa sperimentare ancora e accetto la realtà invisibile, quella che mi permette di definire Arte l’impeccabile stile di dall’agnol. Continue reading

vi spiego cos’è “mabel morri racconta” sul sito di fumetti Lo Spazio Bianco

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inizia con una mail.
una mail di inizio dicembre da parte di Ettore Gabrielli, il direttore del sito di informazione di fumetti LoSpazioBianco, che mi chiede se mi va di collaborare con una rubrica.
ci conosciamo da anni, Ettore e io.
fu una delle prime persone che conobbi di quel mondo che orbitava intorno ai fumetti. fumetti che venivano letti da queste persone e di cui parlavano chirurgicamente. LoSpazioBianco, tra i primi, fu quella rivista digitale che questi fumetti te li faceva anche conoscere. e, soprattutto, ammirevole e ragguardevole, parlava di tutte le forme del fumetto e non solo quelle di cui conveniva parlare, quelle che erano sulla bocca di tutti, e lo faceva senza influenze e privo di strizzatine d’occhio.
appassionati naturalmente, nessuno ti paga per leggere fumetti e portare il verbo oltre quelle vignette, non almeno in italia. LoSpazioBianco lo ha sempre fatto con quella passione e quella giusta dose di criticità onesta e sagace con approfondimenti anche intelligenti. insomma, un sito tra i più belli e i più completi. avete presente immagino quei siti tipo la gazzetta.it, nei quali scorri le notizie e non ci capisci un bene amato, ecco, LoSpazioBianco è, al contrario, uno di quei siti nei quali hai voglia di spulciare, di aprire le pagine, di leggere gli articoli come quando noi donnine andiamo da Zara nel periodo dei saldi (ma anche nei giorni normali). è un sito tutto da scoprire e che si è scoperto nel tempo perché capire la strada da percorrere non è poi così semplice e automatico. ha provato spesso a raddrizzare la mira, cercando di trovare una sua dimensione e una sua personalità.
oggi ci è arrivato, anni e anni dopo, con una sua struttura e le sue rubriche: preziose, interessantissime, diverse e non banali.
e una di queste è la mia, questo MabelMorriRacconta che ogni terzo lunedì del mese, da gennaio a giugno, racconta a modo mio due fumettiste, due sceneggiatori e due disegnatori, romanticamente, se vogliamo, abbinati a una mia visione di ciò che ho conosciuto e vissuto e, soprattutto, osservato. sono una di quelle persone di cui non ti accorgi, che spesso sta nell’ombra e osserva, osserva ogni più piccolo movimento, gesto, espressione. che detta così fa paura perché sembro tipo una stalker. e, mettiamola così, non stando dietro colonne o muri nel buio pesto, mi è capitato di conoscere gli autori di cui scrivo e disegno e quel poco vissuto con loro o vicino a loro mi è bastato per creare i MabelMorriRacconta. Continue reading