cinque libri (più uno) che si finge di avere letto e di cui non c’è traccia nella propria libreria, qualora ce ne fosse una in casa

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Tempo fa, annoiandomi sui social, scorrevo gli account seguiti e molti di questi sono blog o siti che trattano di narrativa.
Simpatici o che se la tirano troppo, tanti di questi avevano condiviso la classifica dei venti e dieci (per renderla più breve) libri che tutti fingono di avere letto e che non lo hanno mai fatto. La classifica è stata stilata dal Telegraph, giornale storico britannico, per cui i titoli sono ovviamente colonne e classici della letteratura di lingua inglese.
E se questo link è stato condiviso così tante volte, qualche aspetto su cui argomentare ce l’ha. Continue reading

sputa tre volte

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Eccoti qui.
In una mattina dall’asfalto accecante dopo la pioggia violenta e torrenziale della notte, la sigaretta che fumo alla finestra dopo il caffè mi fa scoprire una brezza fresca, dalla primavera impellente, dietro l’angolo.
Eccoti qui. Atteso, desiderato, cercato. Sei qui. E aspetto che mi chiami. Continue reading

il punto di rottura

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Quando la Hop! Edizioni mi scrisse una mail proponendomi la partecipazione alla raccolta di fumetti “La fine dell’amore” mi mandò anche la lista dei disegnatori e disegnatrici che avevano già risposto affermativamente al progetto. Quando lessi i nomi di Marco Kazzemberg Galli e Aka B dissi subito di sì, pensando e quando mi ricapita più di apparire in un libro a fumetti insieme a loro? L’idea di esserci insieme a loro fu motivo di grande onore, lo ammetto e lo scrivo serafica. Con Ausonia invece era diverso: ci si conosce, da quella chiacchierata a un lontano Cesena Comics a una mia presentazione a un BilBolBul in una Bologna innevata, a un’altra presentazione, la sua, a quel bel Circolo dei Malfattori oggi purtroppo chiuso. E altre occasioni, sempre belle. Continue reading

Tre libri che chiederei in regalo ai miei genitori se avessi oggi sedici anni (ma che naturalmente avrei scoperto tardi e che comunque non avrei letto a quell’età)

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Ho avuto sedici anni nel 1991. In quell’anno iniziava la Guerra del Golfo, c’era l’ultimo congresso del PCI a Rimini, Riccardo Cocciante vinceva Sanremo con “Se stiamo insieme” (ci sarà un perché, ancora oggi tormentone) e Sabrina Salerno e Jo Squillo risvegliavano l’imbolsito pubblico dell’Ariston con “Siamo donne”, moriva Freddy Mercury. E i libri? Si andava di classici, perché la narrativa per ragazzi erano ancora i romanzi di Jack London e Mark Twain. E se avessi oggi, nel 2015, sedici anni?

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čuvaj se, abbi cura di te

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Il romanzo è qui accanto a me, sul divano. Non ho ancora finito di leggerlo, mi mancano ancora settanta pagine. “Venuto al mondo” della Mazzantini mi osserva nella sua copertina verde dell’arredamento di una camera da letto e pesci rossi saturi nella grafica da photoshop, pugni arancioni nella luce a effetto che sono come il libro.
Sono nella mia fase italiana, ovvero leggo solo romanzi di scrittori italiani, ne finisco uno e ne inizio un altro, ma rigorosamente italiani. E so che ogni volta che prendo in mano un romanzo della Mazzantini devo aspettarmi Continue reading

tipo recensione de “L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers come potrebbe scriverla lui

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LO VEDETE? LO VEDETE QUEL QUADRATINO LASSU’ CHE SPUNTA SOPRA LA MIA SPALLA DESTRA? spunta così, in una prospettiva che non avrei mai pensato riuscisse, un po’ perché non sapevo affatto che ci stavano immortalando, un po’ perché non pensavo che si vedesse che stavo leggendo un libro su un materassino a mollo fino alla pancia nell’acqua trasparente dell’insenatura di Portic, una spiaggia del parco naturale di Kamenjak in Istria. Kamenjak è praticamente la punta dell’Istria, disabitata, e l’ultimo paese è Prematura per cui molti confondono quel triangolo bucolico con lo stesso nome. Io sono quella seduta e più o meno galleggiante sul materassino azzurro, con indosso il mio costume rosso che ovviamente non è di quelli che compri abbinati. Credo di essere una campionessa nello sport del dividere costumi abbinati. Li spezzo sempre, e probabilmente l’ultima volta che ne ho portato uno così come la casa madre lo aveva cucito, è stato quando ancora mia mamma mi guardava a vista in spiaggia a Rimini. Poi, con la consapevolezza e il crescere è stato l’oblio. Il decidere e la libertà di potersi vestire da sola mi hanno portato a indossare ancora oggi, all’alba dei quaranta, la salopette e le espadrillas, chiaramente per immensa gioia della mamma. Continue reading

jeffrey, zadie, marc e gli altri

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c’è una luce rosa nel cielo del tramonto che sta regalando la natura in questo momento. il sole continua il suo giro e, sebbene il verbo spegnersi sia ingrato, rende però la poesia di questo attimo dalle ombre inesistenti e dai colori spenti. la notte arriverà prima che possa accorgermi che, mentre scrivo queste righe e ho la mente occupata sui tasti del mac, è già in atto; alzerò gli occhi dallo schermo e quel cielo che ho provato a colorare in un “mabino&ilino” (risultato passabile a parte la carta non proprio adatta all’acquerello) sarà definitivamente scomparso e rimarrà solo nei miei ricordi e nell’inizio di questo articolo, nell’ennesima notte che sancisce la resa della quotidianità.
se c’è una cosa che hanno in comune Zadie Smith, Jeffrey Eugenides e Marc Levy è di aver fatto il botto con il loro primo romanzo. Continue reading