Calcio d’agosto

Mentre gli italiani si apprestano a staccare la spina per l’agognato mese di agosto, il calcio al contrario riparte.
Il Milan con l’Europa League mentre, intorno, vari tornei con squadre dai nomi prestigiosi e altisonanti proliferano in mete lontane, da Dubai agli Stati Uniti.
Tranne una, l’Audi Cup, nella quale partecipavano, nell’edizione 2017, Atletico Madrid, Liverpool, Napoli e Bayern Monaco.
Una giornata afosa, una zanzara dispettosa e la finalina terzo/quarto posto tra Bayern – Napoli.

Quando penso al calcio d’agosto, penso a me che prendo il Super Santos e me lo porto in spiaggia, a giocare con i figli degli amici o con i nipoti.
Penso alla lettura del Guerin Sportivo accompagnata da una birra fresca.
Penso (e sento) alla salsedine, lo sciabordio lieve delle onde che scemano a riva, la mia pelle secca dopo le ore di sole e di bagni, agli aperitivi, a tutto ciò che è semplicemente una necessaria perdita di tempo e di ricarica, a me balenottera spiaggiata con il cervello al pascolo, e non penso certo a giocatori milionari che grondano sudore per recuperare gli stravizi delle loro ferie in ville e spiagge lussuose perse da qualche parte nel mondo.
Eppure i giocatori del Bayern Monaco mi appaiono proprio così, grondanti, affaticati dalla calura e dalle ferie, nel tentativo di recuperare una forma che deve tenere fino a maggio dell’anno prossimo. La sensazione è come quella di pensare adesso alle ferie di Natale: praticamente è un dramma, considerato che quest’anno, per altro, a Natale si gioca e non ci si ferma come le stagioni passate.
Eppure i giocatori del Bayern Monaco che steccano contro il Napoli, qualche giorno più tardi vinceranno ai rigori la SuperCoppa di Germania contro il Borussia Dortmund, giocatori dati per finiti o quantomeno in crisi come il suo allenatore, l’italiano Carlo Ancelotti.
Quando penso al calcio d’agosto penso a me, e a quale spiaggia di casa frequenterò maggiormente: le spiagge della Liguria o dell’Istria, o anche solo del Conero, o Senigallia e Rimini, i luoghi di casa, quelli dove torno spesso.
Penso ai libri e fumetti accumulati sul comodino.
Penso a quale avrò voglia di leggere, perché esiste un ordine delle cose, c’è un momento giusto per qualunque libro e fumetto, per qualunque storia.
Penso che non è possibile che Bayern Monaco – Napoli sia una partita vera, ma in fondo lo è, il Napoli è a tratti paradisiaco, ha un gioco già così oliato nei suoi meccanismi precisi che è L’Audi Cup santo cielo, non la finale di Champions!
Penso che è persino una bella partita, anche se è una finale da terzo e quarto posto, ottimi ritmi e una maglia del Napoli che era più bella quella dell’anno scorso.
Penso che probabilmente anche io nell’andare in vacanza a Monaco per scappare dall’italiana estate afosa avrei comprato il pacchetto biglietti per la Bayern Arena e godermi quattro squadre presumibilmente partecipanti alla prossima Champions League che vedrò solo in televisione, penso che sarebbe stata una bella idea vedere lo stadio e vedere giocare dal vivo Griezmann, Hamsik, Insigne, Marteens, Neuer, Robben, e tutti gli altri. Bayern Arena che devono aver ricostruito magnificamente: i miei ricordi se fermano al 26 maggio 1993 all’allora Olympiastadion, una struttura bellissima dentro una collina. Si giocava la finale di Coppa Campioni tra Milan e Marsiglia, Boli segnando farà meno male del ricordare che quella è stata l’ultima finale giocata da van Basten che di lì a pochi mesi darà l’addio al calcio giocato per quella maledetta caviglia sfilando a San Siro in giubbotto di renna, camicia rosa e jeans azzurro chiari.
Penso che avrei bevuto anche qualche birra in più, divertendomi pure per lo 0 – 2 definitivo per il Napoli.
Penso che sarei stata morsa dall’indecisione nello scegliere quale maglia da calcio indossare e da sfoggiare allo stadio.
Penso che continuo a pensare che la maglia nera del Napoli dell’anno scorso in Champions era bella come quella della Juventus dell’anno prima ancora, il 2015/16, nero e oro per entrambe.
Penso che questo caldo è difficile da gestire a livello di nervi e davvero insistente, come questa zanzara che ho cercato di ammazzare diverse volte senza riuscirvi.
Penso che ormai, nell’anno domini 2017, parlare di calcio d’agosto sia come quando un umarell ti dice, indicando un punto indefinito tra i pini marittimi, un palazzo dove abitava un tuo vecchio compagno di classe e un altro completamente ricostruito riqualificandolo, che “qui una volta era tutta campagna”.
Perché l’8 agosto si giocherà la SuperCoppa Europea, nella stessa settimana si giocherà quella italiana, intanto il Milan ha già giocato due partite ufficiali di Europa League e il 12 agosto riprende la Premier.
Perché devo ancora farle, le ferie, e qui già mi giocano.
Perché già si stilano le classifiche delle maglie più belle dei campionati e sono state annunciate sui social e negli store persino le terze maglie.
Perché nemmeno Pogba ha scelto quale colore e taglio di capelli usare per qualche giorno e poi perché probabilmente si arriverà a un’epoca nella quale fermarsi sarà impossibile.
Anche solo per allacciarsi gli scarpini da calcio.

 

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