Ferdinando Tacconi, l’aristocratico

Ricordare Ferdinando Tacconi è un po’ come quando, da adulta, torni a casa dei nonni e riassapori odori e colori che sono impregnati nell’arredamento, dalle maniglie delle porte di una volta, quelle in ferro, alle mattonelle dai disegni gestaltici dei pavimenti, ai divani tappezzati in tessuto che danno sempre la sensazione di polvere, tanta polvere – come la moquette nelle abitazioni di fine anni ’70 -, ai libri rilegati dalle coste grosse e dalle pagine ingiallite. Continue reading

un interesse e una curiosità sempre presenti, un amore sopito, duraturo, e poi finalmente esploso per “julia” della bonelli

Lentamente.
Molto lentamente.
Come un risveglio, quando ci si alza dal letto intorpiditi, agognando un bel caffè. Che non basterà, e allora via con una seconda moka. Poi, sì, forse i pensieri iniziano ad avere un filo logico; la nebbia del sonno si dirada e riaffiora il programma del giorno, una consegna da terminare, quella scena del libro nuovo da risolvere, una bozza del prossimo post sul blog in quell’oretta ritagliata prima di cena.
Lentamente.
La prima sigaretta, alla finestra dello studio, unico luogo adibito a questo vizio. Continue reading

“Il Giorno Più Bello” e le piccole grandi storie di provincia americana 1

Piccole grandi storie di provincia americana.
I treni per andare a Boston sono tutti in ritardo e le strade per entrarvi sono bloccate dal traffico, già a quest’ora (sono le 8).
Gli inviati in tv con il berrettino col ponpon dei Patriots raccontano dell’afflusso, si aspettano 1 milione di persone. Alle 11, la squadra dei New England Patriots sfilerà con la coppa vinta domenica sera al Super Bowl 2017. Continue reading

“il giorno più bello” e il ritorno a casa

La moka brontola mentre sale il caffè, un caffè – verrebbe da dire – vero, ma è solo che siamo abituati così, come siamo abituati a uno stile completamente diverso da quello vissuto negli ultimi dieci giorni.
Il vicino ha ritirato il pacco della Rizzoli Lizard con le copie de “Il Giorno Più Bello” e intanto il puntatore, o segnaposto che dir si voglia, indica un triste e casareccio Montemarciano – il cui hashtag è stato usato sopra le duemila volte e il sospetto che almeno mille siano le mie – invece di un ben più iconico e cool NewYork. 
Ma tant’è.
Si è tornati a casa.
E non è che non ci siano avventure e luoghi splendidi anche qui.
Uno dice la routine; eppure che strano, perché penso che viaggerò ancora per la promozione del fumetto e che posso svegliarmi con quello nuovo da realizzare e ancora e ancora.
E non mi sembra tanto male.
Per nulla.
E il caffè è pronto.  Continue reading

immagina una mattina di sole a nizza: due serie a fumetti che comprerei

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Immagina che.
Immagina una mattina di sole, a Nizza.
Ti svegli, un occhio mezzo aperto e quell’abbraccio caldo del torpore da letto ancora sul corpo, apri la finestra e l’aria fresca e mediterranea di Nizza che soffia piano dentro la camera, sulle lenzuola sfatte e sul tuo pigiama stropicciato addosso.
Caffè obbligatorio con la moka che ti sei portato dall’Italia (perché la mamma ti prepara sempre le cose fondamentali da portarti oltre quando torni nella casa dove sei cresciuta), la scorsa ai siti che ti fanno svegliare lentamente, il secondo caffè, la sigaretta, una scorsa all’oroscopo della Gazza, fino a che l’acqua e il sapone lavano le belle impurità notturne, tocca svegliarsi perché c’è un bel sole e inizia ufficialmente la giornata, c’è questa aria frizzante delle giornate di inizio autunno quando il sole è ancora caldo e non è ancora freddo. Continue reading