Di cosa parliamo quando parliamo di fumetto

Non ricordo esattamente in quale libreria fossi, e dove; ricordo però chi era con me e che pronunciò questa frase – con un’espressione poco convinta al limite del disgusto -, sfogliando il volume La stanza di Lorenzo Mattotti pubblicato all’epoca, nel 2003, dalla Coconino Press: Io questo genere di fumetto non lo capisco, per me non ha senso, sono solo disegni senza una storia. Continue reading

“Il Giorno Più Bello” e ciao New York

Ciao New York.
Ci siamo divertiti tantissimo, oltre ogni aspettativa e oltre ogni consiglio. Perché, ho scoperto, New York ognuno la vive a modo suo. Certo, i consigli, molti, ci hanno fatto vedere luoghi molto belli e davvero interessanti.
È anche vero però che non abbiamo visto altre tantissime cose.
Pace, ci siamo ripromesse che non sarà l’ultima volta. Continue reading

Ferdinando Tacconi, l’aristocratico

Ricordare Ferdinando Tacconi è un po’ come quando, da adulta, torni a casa dei nonni e riassapori odori e colori che sono impregnati nell’arredamento, dalle maniglie delle porte di una volta, quelle in ferro, alle mattonelle dai disegni gestaltici dei pavimenti, ai divani tappezzati in tessuto che danno sempre la sensazione di polvere, tanta polvere – come la moquette nelle abitazioni di fine anni ’70 -, ai libri rilegati dalle coste grosse e dalle pagine ingiallite. Continue reading

un interesse e una curiosità sempre presenti, un amore sopito, duraturo, e poi finalmente esploso per “julia” della bonelli

Lentamente.
Molto lentamente.
Come un risveglio, quando ci si alza dal letto intorpiditi, agognando un bel caffè. Che non basterà, e allora via con una seconda moka. Poi, sì, forse i pensieri iniziano ad avere un filo logico; la nebbia del sonno si dirada e riaffiora il programma del giorno, una consegna da terminare, quella scena del libro nuovo da risolvere, una bozza del prossimo post sul blog in quell’oretta ritagliata prima di cena.
Lentamente.
La prima sigaretta, alla finestra dello studio, unico luogo adibito a questo vizio. Continue reading

“Il Giorno Più Bello” e le piccole grandi storie di provincia americana 1

Piccole grandi storie di provincia americana.
I treni per andare a Boston sono tutti in ritardo e le strade per entrarvi sono bloccate dal traffico, già a quest’ora (sono le 8).
Gli inviati in tv con il berrettino col ponpon dei Patriots raccontano dell’afflusso, si aspettano 1 milione di persone. Alle 11, la squadra dei New England Patriots sfilerà con la coppa vinta domenica sera al Super Bowl 2017. Continue reading

“il giorno più bello” e il ritorno a casa

La moka brontola mentre sale il caffè, un caffè – verrebbe da dire – vero, ma è solo che siamo abituati così, come siamo abituati a uno stile completamente diverso da quello vissuto negli ultimi dieci giorni.
Il vicino ha ritirato il pacco della Rizzoli Lizard con le copie de “Il Giorno Più Bello” e intanto il puntatore, o segnaposto che dir si voglia, indica un triste e casareccio Montemarciano – il cui hashtag è stato usato sopra le duemila volte e il sospetto che almeno mille siano le mie – invece di un ben più iconico e cool NewYork. 
Ma tant’è.
Si è tornati a casa.
E non è che non ci siano avventure e luoghi splendidi anche qui.
Uno dice la routine; eppure che strano, perché penso che viaggerò ancora per la promozione del fumetto e che posso svegliarmi con quello nuovo da realizzare e ancora e ancora.
E non mi sembra tanto male.
Per nulla.
E il caffè è pronto.  Continue reading