Marino Neri, l’Emilia sotto il Cosmo

Le mani sono affusolate.
Il profilo sembra severo, ma nelle fotografie sembra al contrario che ci sia un mezzo sorriso abbozzato. Quella sottile curvatura delle labbra che forse fa pensare che sia un uomo consapevole della sua bravura, appurata, riconosciuta: non arrogante, si capisce, consapevole, sì, senza tanti giri di parole. Consapevole.
Ma quel profilo, in silenzio, nello studio, chiuso – vulcanico – nel proprio mondo di piani temporali e creativi, è severo davvero, quando guarda le matite, quando guarda come la storia sta venendo su carta, quando, sicuro, il pennello, la prima pennellata passa sulla matita, e poi quell’attimo, quella sospensione, gli occhi che vanno oltre quel segno, giudicano, giudicano se stesso.
Il fisico è uno di quelli dai nervi tesi, asciutti, ma compatti.
E la postura è di quelle belle, eleganti.
Ha un fascino particolare Marino Neri. E il fatto che come lavoro disegni fumetti e illustri lo aumenta smisuratamente. Continue reading

“Il Giorno Più Bello” e il Corriere di Romagna

Chiudo gli occhi.
Torno alle domeniche mattina con le mie amiche al Bar Vecchi a Rimini, quello vicino al Ponte di Tiberio, quello che nelle belle giornate di sole – vicino alla primavera e nel primo autunno delle estati appena passate -, si riempiva talmente che era difficile trovare un tavolino libero.
In “Io e Te su Naboo” è il bar nel quale Manu racconta a Cecilia del pavone e della struttura del Ponte, per esempio. Continue reading

“Il Giorno Più Bello” e la Liguria

A Chiavari.

I pastifici con la coda di gente fuori, sotto i portici, con il numerino, in attesa del turno per poter ordinare trofie e pansotti. O al mercato, la frutta, le verdure, il pesto.
E poi le torrefazioni, le drogherie, i bar e pasticcerie, e da romagnola, Chiavari sembra una Riccione dei bei tempi.
E ancora, le palazzine disegnate, l’arte della decorazione muraria, mentre una bandiera della Sampdoria sventola un po’ più in là – ‘che, dicono, da questa parte della Liguria tifano Samp -. Continue reading

tre libri (+ uno) ambientati in puglia

La prima volta che sentii amici parlare di trascorrere le vacanze in Puglia fu meno di dieci anni fa.
Eravamo al mare, al mitico bagno Oasi 15 e al nostro indimenticabile ombrellone 105, vicino alla passerella e l’angolo giochi per i bimbi di fronte.
La sabbia fine, il mare piatto, la luce che filtra dal tessuto diradato del 105, le sigarette fumate e spente – schiacciate nelle confezioni dei gelati e nei bicchierini di plastica del caffè -, Internazionale e l’oroscopo di Brezsny della Linda, i libroni rosa da spiaggia dell’Eli la cui copertina bagnata si arrotolava al sole, le riviste di moda della Glauchi e di mia sorella.
A raccontarla così sembra vacanza, di quelle che si aspettano mesi, risparmiando soldini preziosi per concedersi qualche lusso in più. E invece, per me riminese, era un giorno della settimana qualunque. Era il quotidiano, ce lo potevamo permettere, da giovani. Continue reading