Sotto la Colonia Fara

Sulla spiaggia dei Bagni Bergamo a Chiavari sotto la Colonia Fara l’atmosfera che si respirava era quella da agosto italiano, spiaggia, mare, chiacchiere da bar sul calcio a parlare di Genoa. Questo è quello che scrivevo l’11 agosto, tre giorni prima del crollo del Ponte Morandi di Genova. 

Le pagine patinate del Guerin Sportivo se si bagnano si imbarcano in onde che sanno di vissuto. I numeri che ho letto in spiaggia, ogni volta che li riprendo in mano – come questo con il nuovo allenatore del Napoli Ancelotti in copertina -, mi ricordano questi momenti di caldo e sole e spiagge lontane dalla mia.
La spiaggia sotto la colonia Fara a Chiavari è un luogo che, per chi ci è cresciuto, ha un sapore di quotidiano. Poi, dopo anni di nulla e di abbandono, un progetto di riqualificazione urbana e le vecchie elementari che i bambini, oggi adulti, ancora adesso la raccontano come luogo magico, col refettorio grande nel quale scorrazzare e divertirsi, con le aule grandi e le vetrate sul mare. Racconti di un’altra epoca, giochi di una volta, sotto sempre la stessa spiaggia. Che è così anche oggi, compresa la colonia Fara che è tornata a nuovi fasti dopo decenni di decadenza pura e intorno nuovi palazzi e una passeggiata nuova che forse, chissà, un giorno collegherà tutte le baie, dicono.
Intanto lungo i sassi colorati e misti a sabbia nera granulosa quei bambini sono gli adulti che prendevano i gelati ai Bagni Bergamo, spostati un po’ più verso la Piazzetta dei Pescatori, nella quale ieri sera si esibiva Katia Ricciarelli e nella quale i giocatori della Virtus Entella si fanno fotografare perché il ciottolato bianco e nero è molto scenografico; quegli adulti che a loro volta sono diventati genitori in quel cerchio della vita che fa tanto “Il Re Leone” della Disney.
La copertina del Guerin Sportivo con Ancelotti ha gli angoli piegati e rovinati, a prendere in mano la rivista dentro ci si trova il sale del Mar Ligure oltre agli articoli gustosissimi che sono scritti con quel modo guerinesco che ha fatto epoca (è tornato Zazzaroni alla guida e Cucci, Bortolotti e gli altri a scrivere e probabilmente anche Brera se non fosse morto).
Intanto su quegli stessi sassi arriva un padre, veste doriano, una t – shirt con la croce di San Giorgio nello scudo sopra le strisce orizzontali e i pantaloncini della Kappa della stagione 2010/11: cerca un pezzettino di spiaggia dove appoggiare le borse e appoggiare se stesso; poco oltre una signora anziana con una gobba  evidente con un taglio biondo paglia alla Margherita Hack sotto un berrettino alla pescatora scruta i bagnanti seduta su uno scoglio lungo la discesa dei Bagni Bergamo dove il giorno dopo mi sarei seduta anche io senza saperlo; sempre lì accanto, due ragazzini si alzano e portano via il pallone, pallone che poco prima tentavano di prendere facendo la rovesciata in acqua: entrambi indossano pantaloncini da calcio, moda di ormai un lustro buono e uno dei due quello blu del Chelsea.
Il sole picchia, nella brezza ligure continuo a gustarmi il GS. Noto ancora il sampdoriano, il figlio crescerà uguale, nella stazza e nei colori. Mi sorge una considerazione: che, per caso, Chiavari non sia una roccaforte doriana più che genoana? Eppure, la prima volta che venni qui scovai l’unico temporary store della Samp dove ora c’è un kebabbaro, eppure la famigliola accanto a noi sotto l’ombrellone ciacolano del Genoa, di Genoa – Lecce di Coppa Italia della sera e della prima di campionato col Milan, eppure Gozzi, presidente della Virtus Entella non ha mai nascosto la sua fede doriana tanto da aver proposto a Cassano un giro coi colori bianco azzurri dell’Entella dopo l’esperienza blucerchiata, eppure forse è un po’ e un po’.
Le pagine assumono sempre più onde di vissuto, ci manca l’alone del bicchiera della birra e sem a post.
Intanto Genoa – Lecce a Marassi di sabato sera con la maglia dello Sporting Lisbona.

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