Una foto di acqua per ogni mese estivo: agosto

Una foto di acqua per ogni mese estivo: agosto.

Elia Viviani che sto disegnando sul moleskine – quello da viaggio, quello che custodisce sogni, storie abbozzate, progetti in divenire e anche solo disegni esteticamente belli per soddisfare il proprio io narcisista- sta vivendo una delle sue stagioni migliori. Dall’oro del ciclismo su pista a Rio 2016 il ragazzo ha iniziato a trovare una sua dimensione astronomica nel passaggio alla Quick – Step Floors, situazione psicologica e fisica mostruosa, diventando uno dei miei idoli (ma mi piacciono tutti, da Formolo a Mosca). Solo che quando Viviani è passato da Senigallia in maglia ciclamino è stato l’unico che ho riconosciuto e la mia emozione è stata grandissima quando ho sibilato “Vivianiiiiii…!”. Forse questi disegni diventeranno un articolo sul blog o una “figurina” sulle Mele n.6, chissà.
Intanto è agosto.
A Rimini, nei miei piedini nell’acqua cristallina – quella che non si vedeva da tempo, dicono, quella che io ho sempre ricordato così da quando ero bambina (a parte la parentesi drammatica dei ’90/2000) – ci sono i pesciolini e meduse così grandi che non credo di averne mai viste da queste parti. Qualcuno ha lasciato sulla battigia diversi cadaveri gommosi e sciolti al sole, una, quella che mi ha impressionato di più, sembrava un pallone sgonfio. È che si è abituati alla pozzanghera piatta e invece è mare anche questo, il mio, ma può essere pericoloso anche questo.
A Glasgow invece Martinello e Pancani dicono che piove.
E poi c’è un’Italia in questa estate del 2018 senza maglie azzurre al Mondiale che riscopre gli sport minori e agli European Championship piovono medaglie di ogni metallo. C’è un azzurro che brilla. E non è quello del calcio, per una volta, ma un altro mio adorato, quello del ciclismo per esempio.

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