Il primo giorno di mare

Il primo giorno di mare alla spiaggia San Michele di Sirolo, in provincia di Ancona, nelle Marche.

Sarà la prima domenica di mare, sarà lo stesso costume, le stesse amiche, lo stesso ombrellone arancione, la spiaggia no, quella è diversa, ma l’atmosfera rilassante è molto simile a quella volta in Croazia.
Dici Croazia e pensi Istria. A quella volta a Banjole, a una delle tante volte a Banjole.
Banjole è una cittadina nella provincia di Pola, si affaccia sul mare e tutta quella zona è urbanisticamente selvaggia, palazzine costruite sembrerebbe a caso, colate di asfalto per non lasciare la ghiaia – anche se… – e poi, quando si sta un po’ lì, il contesto assume un senso.
La prima volta che andai era davvero molto abbozzato. Poi la seconda, la terza, la quarta volta… l’ultima, nel 2015, aveva già contorni meno selvaggi, smussati quasi. Intendo dire, dove prima c’era la colata di asfalto poi si è aggraziata con linee di mezzeria, marciapiedi, ciclabili, un’urbanizzazione sensata a collegare quel “caso” di cui sopra. Diciamo che c’è stato l’ordine.
O molto semplicemente si sono accorti che il turismo è una fonte di guadagno notevole e lasciarlo andare senza organizzazione è un peccato, meglio curarlo e migliorarlo dove è possibile.
Tanto cambia tutto, ma quell’aria, quel nostro stare insieme pacifico, vacanziero, amichevole mi è rimasta dentro.

C’è una foto: io e S. sui lettini gonfiabili, in una lingua di terra e scogli, nel Parco Naturale di Kamenjak sotto Premantura, a leggere sotto il bruciore del sole con metà corpo nell’acqua fredda di quel pezzo di Adriatico, io Eggers e lei a fare le parole crociate, un momento, la rilassatezza totale del dolce far niente, del cervello al pascolo, del piacere della lettura senza confini.
C’è stato un momento domenica che ho annusato di nuovo quel senso di rilassatezza, quel senso d’estate che fa amare così tanto questa stagione, o almeno ciò che si tende a racchiudere nelle vacanze e nelle estati con i loro ricordi. Il fatto che non ci sia il Mondiale poi (cioè c’è per il mondo tranne che per l’Italia) rende questa prossima estate davvero più spensierata. E detto da me è roba grossa.
Le ciabattine infradito, i sassolini tra le dita dei piedi, la marea che a una certa ora si alza, la pineta lassù in alto e l’ombra delle 17 che arriva.

Aahhh…

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