Il Neon di Botte in un mio fumetto, finalmente

Il Neon di Matteo Botteghi, detto Botte, è stato uno dei miei posti preferiti di quando vivevo a Rimini.
Lo è ancora.
Lo è e lo è stato talmente tanto che l’ho omaggiato ne “Il Giorno Più Bello”.
Finalmente.

Capita durante il Mondiale Brasile 2014, nel giorno in cui si saprà se la Spagna è fuori o dentro nella partita contro il Cile.
Quando scrivo queste righe sono le 17,20 di un pomeriggio d’estate.
Se fossi stata in studio, avrei già acceso la radio aspettando la telecronaca di Olanda – Australia. ma sono a Rimini, al Neon di Botte, con la Tanietta, Signo e Raffo, che è appena arrivato.
Per spiegarvi chi è Raffo: lo vedete nel video quello che ricorda Johnny Depp in Delirio a Las Vegas?
Ecco, lui è Raffo.
Il video è stato girato tipo alle 7 di una mattina freddissima e lui aveva chiuso al Neon tipo alle 4.
Ma non è il video che vedrete, perché quello a cui mi riferisco non l’ho trovato.
In ogni caso Raffo interpreta Johnny Depp anche se passeggia più o meno cosciente per l’Italia in Miniatura, stendendosi vicino a un piccolissimo Arco d’Augusto.
Sapere queste cose sa mooolto di riminese. E di una “storia” che va oltre.
Sono appena andata in Via Bertola, l’alternaVia – così chiamata dai commercianti della via per promozionale, via dove la Tanietta ha il suo delizioso negozietto “Sicuramente Tardi”, dove la sorella di Botte ha il suo negozio di arredamento e design tipo vintage e, poco oltre, la libreria “Viale dei ciliegi” dove gli amici di Tunuè hanno presentato “Viola Giramondo” durante la Biennale del Disegno – per comprare i colori e le chine, perchè in questa vietta sconosciuta persino ai riminesi c’è anche un negozio d’arte, oltre alla fumetteria Alcatraz.
In perpendicolare, Via Garibaldi che sfocia su Piazza Tre Martiri, e, lì, a metà, il Neon di Botte.
Il buon Botte.
Ha portato la migliore gente a suonare.
Ha portato Angela Baraldi, Giorgio Canali, I Giardini di Mirò, solo per citarne qualcuno.
Ricordo che partecipai anche a una retrospettiva su Sam Peckinpack, in un lunedì freddo e umido, nel quale c’era il numero chiuso.
Il buon Botte.
E sì, se c’è qualcosa che ogni tanto mi manca del mio essere venuta via da Rimini, è la birra da Botte, una di quelle di pausa, una di quelle nelle quali ci si ferma a passare qualche mezz’ora buona, perché l’atmosfera è unica.
Il tempo da Botte sembra fermarsi.
Intanto Olanda – Australia è iniziata, io non la sto ascoltando perché ho una chiacchierata di lavoro e devo scappare.
E Botte e le chiacchiere con la Tanietta mi hanno regalato una buona giornata.
Come sempre.

Quando scrivo queste righe sono le 18,57 del 5 marzo 2017.
Sono a Rimini, ho avuto un impegno e prima di andare via passo da Botte per un saluto.
È nelle prime venti, venticinque pagine.
Le ragazze si scrivono su Whatapp e sono in luoghi diversi: due delle quattro vignette omaggiano un luogo che io ho sinceramente amato per anni.
Appena posso, torno sempre, perché è come la casa dell’infanzia, quella in cui si cresce e poi, diventando grande, ci si ritorna: felici, gli stessi odori, la birra e il vino sempre eccellenti, Botte e Raffo splendidi.
Era il minimo, ed erano anni che volevo disegnare il Neon di Rimini e quell’atmosfera.
Ho trascorso alcuni dei momenti più belli della mia giovinezza, da Botte, alcuni dei momenti che ancora ricordo con più affetto.
Ne “Il Giorno Più Bello” ce la faccio, finalmente.

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