I capelli di T.

Cinque giorni in Svizzera in agosto.
Cinque ricordi. Più uno.
Questo è il quinto.
Diario svizzero 05.

I capelli di T. sono illuminati da un sole forte, luminoso, brillante.
T. sta preparando i personaggi per la Wii: mi sta creando la mia solita faccia, che Y. conosce bene insieme alla Magnum alla Zoolander, e oltre a quella reale ora c’è anche la mia identità digitale in un mondo di Mario infiniti. Per fortuna, i baffi sono variabili simboliche.
Quando Mario era solo un idraulico baffuto con la salopette blu che saltava su strisce di mattoni sospesi in aria alla ricerca di gettoni d’oro c’era una semplificazione del mondo davvero notevole: per quel che me so ora, Mario va in auto, in moto, corre veloce come un matto cercando di farsi acciuffare in piani di scivoli e di fango, si traveste persino da fantasma e ti deve acchiappare. E chissà cos’altro.
Avevo un tale mal di testa, tre ore dopo, che l’unico inimitabile aggettivo che anche la Crusca dovrebbe assumere come termine definitivo è dal romagnolo, ed è “invornito”.
Mai molto avvezza ai giochi (e parlo dai tempi del primo Commodore 64, sponsor addirittura del Bayern Monaco nel 1984/85) mi hanno sempre invornito; come quando hai la testa gonfia, quella sensazione di aria compressa da areare, e per la quale fare una pausa. Inutile aggiungere che giocare con me è una manna per i bambini: perdo sempre, perdo talmente facile che quasi non ci trovano più gusto.
Per fortuna T. deve fare merenda e poi i compiti, la meravigliosa matematica per cui Ila è con lui ad aiutarlo negli esercizi di logica, cosa a me intollerabile per due precisi motivi: è agosto e sono in vacanza.
Inoltre, pur essendo in Ticino, non ho fatto altro che fare finta di parlare con l’accento tedesco, scimmiottandoli alla Fantozzi. All’ennesima, credo che T. non avesse bisogno di altre dimostrazioni di demenza da parte mia, etichettandomi con la spunta nera del “senza speranza”.
I suoi capelli sono illuminati da questo bel sole; ieri aveva due ciuffi fuori posto che hanno retto a lavaggi e ravvivate. La maglietta ha un gioco di triangoli che sembrano quelli di alcune maglie dell’Adidas dei portieri, da quelli neri su oro di Donnarumma a quelli bianchi su nero di Neuer e anche di Buffon.
Ma su di lui è tutto molto tenero, perché la maglietta ha anche una stella a simboleggiare Capitan America.
T. mi piace molto: ha occhi profondi, ti guarda oltrepassandoti, un mondo dentro che non può condividere con nessuno, tranne un diario segreto. Con il fratello A. legge molto (sono bambini molto curiosi, anche nello scoprire nuovi generi) e il primo giorno ci ha fatto un gioco di magia con le carte preso da “Il Manuale di Paperinik”, oltre a far scoprire a Ila, sempre insieme al fratello, “Topolino incontra Sio” e i video di Sio, che Ila ha trovato molto belli per loro.
A. è partito a metà mattina.
Domani T. partirà molto presto per le ultime vacanze, perché il 28 agosto inizierà la prima media.
Ho acceso zampironi svizzeri e indosso ancora la maglia del Milan perché mi sono messa in testa di finire sul loro sito con l’hashtag ACMSummer e mi sono fatta fotografare in vari angoli della casa.
L’unico vero problema è che qui sono in maggioranza del Genoa.
A parte questo, va tutto bene.

(Foto scattata a Castel San Pietro, a casa di T.)

 

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