Titta vs Pino

Lavori in corso su due dei personaggi di “Volevamo Essere Le Spice Girls”, il fumetto su cui sto lavorando: Titta e Pino.

Eccomi.
Eccoci.
Giuseppe Rizzo detto Pino, papà di Nietta e GiovanBattista Cipriani detto Titta, babbo di Bibi e Bea.
Il loro primo incontro, davanti al ginnasio frequentato da Bea e Nietta, impegnate in un’assemblea d’istituto. A scuola, nell’anno scolastico 1990/91, la guerra del Golfo e la situazione del Kuwait venne dibattuta dagli studenti. La scuola in quegli anni aveva ancora uno spiraglio di dialogo, un’intenzione di insegnamento nel ragionamento lontano, possibilmente, dall’educazione ricevuta in famiglia: portare i ragazzi a ragionare e discutere con la loro testa, invece di essere influenzati dai giornali, dai genitori e dagli altri media, televisioni e radio.
Fu bello. Me lo ricordo stimolante. Ci riusciva difficile comprendere perché scatenare una guerra per un prodotto inquinante a prescindere, ma i ragazzi scelsero: niente Francia quell’anno perché rea di essere la solita Francia guerrafondaia e colonialista. Un piccolo, insignificante gesto di ribellione verso il grande sistema.
Nel febbraio del 1991 poi a Rimini si sarebbe svolto in quella che oggi è la vecchia fiera ribattezzata “Enterprise” per noi riminesi e il Palazzo dei Congressi per i nuovi riminesi, l’ultimo congresso del P.C.I, che non aveva più senso di esistere dopo la caduta del muro di Berlino del 1989. La destra esultò, la sinistra pianse ma non accettò mai la sconfitta, Tangentopoli era dietro l’angolo e di lì a poco Berlusconi entrò in politica.
E poi come si suol dire, il resto è storia.
Ora io devo far conoscere e far diventare amici uno della DC e uno del PCI in anni nei quali ci si scannava, rimanendo fedeli a ideologie che nel periodo del grunge e del pop rock e di quegli anni ’90 che avremmo poi rivalutato come anni di incredibile fermento artistico, fregava molto poco.
Ora io devo ritornare a quell’epoca (con molta felicità va detto, provo un brividino bello nel pensare di ristudiare la moda e le pettinature e) e.
E vediamo come viene.

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