Da “Il Giorno Più Bello” è nato “Volevamo Essere Le Spice Girls”

“Volevamo Essere Le Spice Girls” è il titolo del mio prossimo romanzo a fumetti.
Procede.
Lentamente, come le cose migliori.
Ma se non ci fosse stato “Il Giorno Più Bello”, questo nuovo lavoro non avrebbe mai visto la luce.

Sto colorando gli schizzi dei studi dei personaggi: semplici illustrazioni per prendere confidenza con loro, conoscerli meglio, ributtarmi nella concentrazione necessaria. Il lunedì è sempre drammatico ripartire, soprattutto con l’estate appena fuori, appena si apre la finestra.
Avevo perso un po’ il filo.
Bibi aveva preso il sopravvento e non riuscivo più ad avere controllo sulla storia. Mi hanno fatto bene queste due settimane di studi ulteriori: mi fanno impazzire ma li conosco tutti meglio, mi sono schiarita le idee e ho anche tirato un sospiro di sollievo, perché Bibi era davvero troppo carica e non reggeva il peso del fumetto. Ora so quanto spazio e quale devono avere le altre, so quanto lavoro ancora devo fare.
Se penso che tutto questo è una conseguenza dalla lavorazione de “Il Giorno Più Bello” quasi non ci si crede, io per prima.
La forza e il coraggio che mi ha dato una storia semplice di tre amiche in vacanza in Puglia (spiegata malissimo) è pazzesco; quello che era un esercizio di stile, giocare con la leggerezza e la freschezza nella sceneggiatura con taglio cinematografico (troppo comfort zone ok) ha lasciato il passo a incertezze, dubbi, protagoniste lontanissime dal mio orticello e, in alcuni casi, guardo il peggio di me e glielo regalo.
Mi autocito, ma c’è sempre un’origine delle cose.
Da “Il Giorno Più Bello” è nato “Volevamo essere le Spice Girls”.
A pensarci, mi emoziona.
Sono nel periodo dei colori fluo, ma forse è solo il ricordo degli anni ’90 e la loro influenza in queste tavole, tanto che quando ho colorato seguendo il naturale mi faceva strano. Mi è anche balzato in mente che forse poteva essere una bella soluzione, una colorazione così netta, ma non in questa storia, non nella sua lunghezza, magari in qualche momento, ma non ora.
Fuori l’estate bussa ancora, io mi preparo un altro caffé e le ragazze sono lì ad aspettarmi.

3 Comments

  • I tuoi articoli sono sempre pieni della scrittrice che c’è in te… Io scrivo piccole storie e recensioni come credo tu abbia intuito, ma entrare così tanto nelle emozioni è sempre per me un momento molto difficile… Lo faccio, ma con una certa circospezione. Grazie :-)

    • mabel

      Sei brava, invece.
      E poi è un percorso, prima o poi ci arriverai anche tu, se ovviamente ti interessa e lo desideri.
      Sai, non è sempre necessario. Ma ci vuole tempo, tanto. Intanto passa, ti sembra di essere sempre ferma, e invece cammini, vai. E te ne accorgi quando inizi a scrivere così, con più sicurezza, meno paura: e ti chiedi quando è accaduto, cosa è accaduto.
      Ci vuole pazienza.
      E in ogni caso, GRAZIE a te.

  • Grazie Mabel, sei sempre molto sensibile all’arte :-) Farò tesoro dei tuoi consigli e un giorno se ti andrà e ci sarà occasione ti farò leggere qualcosa di mio… in fondo raccontiamo storie per “donare” qualcosa di noi… Grazie infinite…

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