Francia – Corea del Sud 3 – 0

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La vittoria della Francia sulla Corea del Sud è racchiusa nella corsa di esultanza di Laure Boulleau.
È una corsa oltre la linea di fondo campo, quando la rete si è già gonfiata e la Boulleau ha appena crossato il pallone diagonalmente all’indietro per i piedi della Delie, è una corsa rallentata per riprenderla tornando indietro verso la Louisa Necib nell’angolo alto di sinistra dell’area coreana, abbracciandola, è una corsa dalle braccia stese indicando la Necib quasi a dirle: hai visto cosa hai scatenato?


L’azione che porta Le Bleues sull’ 1 – 0 è una serie di triangolazioni di prima, da centrocampo all’area coreana, fatta di tocchi veloci e precisi sulla sinistra tra Louisa Necib, Laure Boulleau, Camille Abily, di nuovo la Boulleau e la Marie Louise Delie, che insacca. È un’azione bellissima, di una squadra che finalmente sembra aver trovato la giusta quadratura e il giusto equilibrio tra i reparti.
La clamorosa sconfitta con la Colombia e la goleada a un povero Messico, hanno lasciato un segno e indicazioni interessanti all’allenatore francese Philippe Bergeroo: intanto capire come centellinare le energie della Necib, l’unica giocatrice in grado di fare la differenza quando le gira bene  – e non fa la viziata – e poi avere il coraggio di cambiare, cambiare nella misura in cui l’ossatura della squadra rimane quella, ma affidarsi – e decidere di affidare l’attacco – alla Delie togliendo una Thiney non esattamente incisiva e una Necib evidentemente stanca, ha portato i suoi frutti, prima contro il Messico e poi contro la Corea. Delie da quando ha preso il posto della Thiney ha tipo segnato quattro gol in due partite (vabbe’, uno sarebbe entrato ugualmente anche senza la Le Sommer nel mezzo) e la Necib, riposata e ispirata dopo l’assenza nella gara con il Messico, ha deliziato come solo lei sa fare. Oltre a questo, Elodie Thomis si è improvvisamente accesa e le sue cavalcate sulla destra per i passaggi decisivi sono tornate concrete e anche Amandine Henry sembra trasformata dopo Inghilterra e Colombia. Le Sommer, che segni o meno, ha sempre il suo peso davanti e, se proprio si vuole trovare un difetto a questa Francia risvegliata dopo la ghigliottina colombiana, forse è il preoccupante calo di concentrazione appena il risultato pare essere in salvo con conseguenti leggerezze difensive agghiaccianti e da oratorio.
La Corea del Sud è ben poca cosa: arrivata seconda dietro al Brasile in un girone che comprendeva Spagna e Costa Rica, ha collezionato appena tre punti perdendo contro le brasiliane, pareggiando con le costaricane e vincendo sulle spagnole; di conseguenza, la Francia ha terreno facile quando incontra squadre attendiste e la Corea non si esime da questa descrizione, decidendo di barricarsi in difesa e sperare di non combinare guai con incomprensioni o altro.
Le altre reti arrivano sempre in velocità e dal piede della Necib – Le Sommer, mostruosa nel crearsi gli spazi, infilarvisi e far segnare prima la Thomis e, nel secondo tempo, di nuovo la Delie.
In Francia la partita è stata seguita con un interesse pari a quello per la nazionale maschile e in tribuna all’Olimpico di Montreal era presente persino il presidente della FFF, Noel Le Graet, intervistato poi dal canale EuroSport per la trasmissione Femmes2Foot tra una Delie sorpresa per le attenzioni esagerate, una Thomis che non sorride nemmeno se le fanno il solletico e una Boulleau raggiante e simpaticissima.
Gli astanti avranno negli occhi le reti della Delie e della Thomis, ma come ogni fumetto ben scritto sono i dettagli che raccontano davvero l’attimo esatto in cui si è cambiata la Storia. Possiamo renderlo collocabile temporalmente aggiungendo che era domenica 21 giugno 2015 all’Olimpico di Montreal, in una serata fresca dai 22 gradi centigradi. Ma quell’attimo sarà per sempre in quell’esultanza, in quella corsa in quegli scarpini rosso arancione fuoco della Nike, in quel sorriso felice di un semplice terzino sinistro di nome Laure Boulleau.

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(le foto sono tutte sfocatamente mie.)

 

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